Raffaella Fanelli, giornalista d’inchiesta premiata a livello nazionale, ha dedicato la carriera a smascherare verità nascoste su crimini, poteri occulti e terrorismo. Le sue indagini hanno avuto impatto diretto sulla giustizia: le rivelazioni raccolte nel libro “La Verità del Freddo” (Chiarelettere, 2018), frutto di un’intervista esclusiva al boss Maurizio Abbatino, portarono alla riapertura delle indagini sull’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, un caso storico della Prima Repubblica. Ha ottenuto confessioni-chiave da figure centrali nella criminalità e nella politica italiana: da Licio Gelli (sull’”Anello” andreottiano) al pentito Gioacchino La Barbera (sulle stragi di Capaci e l’omicidio Mattarella). Ha intervistato Salvo Rina (figlio di Totò Rina) e Angelo Provenzano, (figlio di Bernardo) fino a collaboratori di giustizia come Santino Di Matteo. Oltre 35 assassini e tre serial killer hanno parlato davanti alla sua telecamera, esperienze raccolte in podcast come Un caffè con l’assassino e nel libro Intervista a Cosa Nostra (2011).
Collabora con testate come La Repubblica e Corriere della Sera, firmando inchieste su casi emblematici (es. delitto di via Poma, conflitti Stato-mafia). I suoi riconoscimenti includono il Premio Eccellenza Italiana (2021) per il ruolo nelle indagini su Pecorelli, il Premio Piersanti Mattarella (2022) e il Premio Javier Valdez per il giornalismo d’inchiesta (2018). La sua ricerca, spesso rischiosa, unisce rigore documentale e capacità di far emergere prove decisive, ridefinendo pagine oscure della storia italiana.

