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Pino Scaccia. Un inviato con l’anima. Da Selesport al Tg1 Rai

Pino Scaccia, Anna Raviglione
Tra le righe libri, 2021
“Pino Scaccia era un reporter veterano, capace di ogni servizio di prima linea.” (Gianni Riotta). “Pino Scaccia è stato un amico e un collega leale. Quante volte ci siamo dati il cambio nei turni in Afghanistan e quando sapevo che stava arrivando lui ero contenta.” (Tiziana Ferrario) “Pino è stato uno dei primi colleghi che ho incontrato quando, ormai nel lontano 1991, misi piede per la prima volta nella redazione del Tg1. Mi colpì il suo sorriso e la sua generosità d’animo che enfatizzarono ai miei occhi le competenze che, già allora, accompagnavano la percezione della sua indiscussa professionalità.” (Francesco Giorgino). Un libro che racconta la carriera dello storico inviato del Tg1Rai, dal Kuwait, dove intervistò Oriana Fallaci, alla centrale nucleare di Chernobyl. Dall’intervista a Giovanni Falcone a quella con Giulio Andreotti. Dalla tragedia dello Tsunami, al ritrovamento dei resti di Che Guevara. Dalle guerre in Afghanistan, in Iraq, nei Balcani, alla Libia di Gheddafi. Pino Scaccia ha raccontato per anni a milioni di italiani, attraverso il piccolo schermo, la grande cronaca oggi diventata storia.
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Un inverno mai così freddo come nel 1943. Armir, la marcia del davaj: il sacrificio italiano in Russia

Tra le righe libri, 2020
Lettere, fotografie e memorie di decine di dispersi, prigionieri o sopravvissuti alla ritirata di Russia. Soldati italiani di tutte le armi, raccontano attraverso gli ultimi ricordi, i giorni tragici del dicembre 1942 e gennaio 1943. L’Armir, spazzato via dalle armate sovietiche, si ritira in gran parte disordinatamente attraverso la steppa congelata. A meno quaranta gradi uomini e muli camminano tra una isba e un villaggio, attraverso mitragliamenti aerei, attacchi di carri armati e la morte per sfinimento. Migliaia rimarranno lungo quei sentieri e altre migliaia nei campi di concentramento russi, dove la fame e le malattie uccideranno i più deboli. Tra eroismi, atti di umanità, ma anche gesti di crudeltà inauditi, una generazione scomparirà senza lasciare traccia. In questo libro venticinque testimonianze di coloro che sono partiti per l’inferno del Don.
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Tutte le donne del presidente. Traditori: l’incredibile intreccio tra i Kennedy, Marilyn Monroe, Jackie Onassis e Maria Callas. Più la sconvolgente storia di Lady D.

Tra le righe libri, 2020
Gli amori, le passioni, i segreti, le perversioni delle donne che hanno legato la loro storia a quella di John Fitzgerald Kennedy. Marylin Monroe, Jackie Onassis, Maria Callas, affascinanti e desiderate, invidiate ed emulate, sono le donne messe a nudo nella tragica ricostruzione di vite turbate, malate, impaurite, abbandonate. Come lo scienziato Albert Einstein, sogno segreto di Marilyn, che non solo fu una donna in anticipo con i tempi, ma amava profondamente la cultura e la poesia, prediligendo Joyce, Camus e Dostoevskij. Oppure scoprire che fu Ted Kennedy probabilmente il vero grande amore di Jackie. E Maria Callas innamorata di Pier Paolo Pasolini con un amore che andò oltre gli stereotipi, morta di crepacuore per il tradimento di Onassis. Infine un cameo: le pagine sconvolgenti su Lady D. Dall’uomo alla guida della Uno Bianca che speronò l’auto di Dody e Diana a Parigi fino alla terribile frase di Grace Kelly: «Andando avanti sarà peggio!».
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Le ultime lettere dal fronte del Don. La tragedia dell’Armata italiana in Russia attraverso i memoriali dei sopravvissuti e il ricordo dei familiari di chi non è tornato

Tra le righe libri, 2019
Memorie, ricordi, diari, lettere che ricostruiscono la tragica vicenda dell’Armata Italiana in Russia. Un libro che ripercorre le storie di fanti, alpini, artiglieri, bersaglieri, autieri, che partiti dall’Italia si trovarono a combattere una guerra lontana, disumana, rimanendo ben presto vittime della furia degli eventi. Leggendo le ultime lettere di ignari ragazzi dei quali poi nulla si è più saputo, o scorrendo i memoriali di coloro che dopo atroci sofferenze sono riusciti a tornare, si riannodano fili familiari, forse mai recisi. Gli scomparsi dell’Armir vittime del dubbio, dell’angosciante sospensione della verità, sono i protagonisti di queste storie ritrovate in fondo ai cassetti o ripercorse grazie a lontani ricordi. Il Don, la steppa, le fosse comuni ai lati dei campi di concentramento, sono i luoghi dove ancora oggi si cercano gli italiani dell’Armata Italiana in Russia.
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Dittatori. Hitler e Mussolini tra passioni e potere. I tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere

Tra le righe libri, 2019
Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno portato il mondo alla distruzione durante la Seconda guerra mondiale. Da una parte il Führer con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il Duce, che si innamorò di Claretta Petacci che probabilmente era una spia degli inglesi. In mezzo: una lettera di Gandhi, il complotto di Papa Pio XII e il premio Nobel per la pace caldeggiato come provocazione. Poi la fine nel bunker di Berlino: fu vero suicidio con Eva Braun o Adolf Hitler fuggì e si nascose in Sudamerica? In Italia Benito Mussolini e il balilla ebreo, ma anche le cinquemila donne possedute, in un trionfo di sanguinario maschilismo. La fine, avvolta dai misteri, e una domanda: quando venne fucilato Mussolini era già morto? Due storie intrecciate, avvitate, unite nell’odio e nella prevaricazione. Hitler e Mussolini, dittatori potenti e crudeli, raccontati nelle loro piccole deformanti e maniacali debolezze umane.
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Voci e ombre dal Don. Lettere, documenti, memoriali, immagini dell’ARMIR in Russia

Tra le righe libri, 2019
La tragedia dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR) è ancora oggi molto sentita in chi ha ereditato da genitori o nonni, il dubbio. Il non aver mai conosciuto la fine di migliaia di alpini, fanti e artiglieri provenienti da tutto il paese, ha generato nel tempo un forte desiderio di scoprire, di ritrovare, di rintracciare, i segni o i resti di quei ragazzi. Questo libro riunisce tante storie attraverso documenti, lettere, memoriali e aiuta a riprendere le ricerche. Dal mistero di Giuseppe Accettura a Enea il pacifista; passando attraverso Ceriani l’elettricista o Pons “il bombarolo”; e ancora le lettere del nonno Gastone o di Giuseppe Piervitali. Ma sono tantissime le storie raccontate in questo ultimo lavoro di Pino Scaccia, che è diventato negli anni un punto di riferimento per chi sta cercando i dispersi di Russia. Questo libro esce in prossimità dell’inizio dello scavo delle fosse di Kirov. La grande speranza per i familiari dei dispersi dell’Armir che sono ancora più o meno quarantamila. Una cifra enorme. Tante saranno le storie ancora da scoprire, racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce a ridosso della ferrovia Transiberiana.
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Armir. Sulle tracce di un esercito perduto

Tra le righe libri, 2015
“Sono un russo che abita nella regione di Voronetz, dove voi italiani state cercando i resti dei soldati morti durante la guerra tra Unione Sovietica e la Germania, cinquant’anni fa. Vorrei aiutarvi perché sono stato testimone di ciò che è successo durante la vostra ritirata e conosco tante fosse dove i prigionieri italiani sono stati sepolti. Ce ne sono centinaia: quante siano esattamente nessuno lo sa e non lo saprà mai perché il tempo le ha cancellate”. Un viaggio sulle tracce dell’Armir, l’armata italiana dispersa in quella che oggi è l’Ucraina. Tra gli archivi finalmente aperti dei ministeri sovietici e sui luoghi della disastrosa marcia del Davaj. Pino Scaccia ha dato risposte dopo tanto tempo a tremila delle ottantamila famiglie dei dispersi e ogni volta è stato un pugno allo stomaco, scoprendo il miracolo di chiudere un dubbio. Un altro pugno allo stomaco è stato assistere alla scoperta dei cimiteri nascosti, addirittura negati da Stalin e alla riesumazione ritrovando alpini italiani di allora come se si fosse ancora nel campo di battaglia con loro, sepolti da cappellani amorosi e nelle tasche le lettere scritte ma mai arrivate alle famiglie.
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Giornalismo, ritorno al futuro. Istruzioni per i nuovi giornalisti digitali

Giubilei Regnani, 2015
Come è cambiata l’informazione nella società contemporanea? Questo libro è una piccola storia della rivoluzione avvenuta nel mondo del giornalismo e un manuale di istruzioni scritto da un inviato di guerra per i nuovi reporter digitali. La religione della notizia è forse l’unico modo per sopravvivere ai cambiamenti in corso.
Nell’inferno dei narcos. Diario di un’italiana in Colombia in fuga per la vita
Pino Scaccia, Miriam Marcazzan

Mondadori Electa, 2015
All’aeroporto di Bogotà viene fermata e perquisita: ha 5 chili di cocaina in valigia e 100 grammi nascosti nella vagina. È finita per Miriam, una giovane di Verona che – per soldi, per disperazione, ma soprattutto per amore – aveva accettato di fare la “mula”, la corriera della droga dalla Colombia all’Italia. In questo diario Miriam racconta la sua durissima esperienza in un carcere di Bogotà, il Buen Pastor, un “inferno in terra” nel quale solo una personalità forte come la sua ha potuto resistere alla violenza fisica e alla sopraffazione psicologica. Un unico desiderio: tornare a casa da suo figlio. Un’unica possibilità: l’evasione. Il racconto di Miriam è struggente tanto è sincero. E non risparmia al lettore incredibili colpi di scena, come la cattura da parte dei guerriglieri delle FARC e l’amore per il suo carceriere, dal quale nascerà un bambino che porterà con sé durante l’ultima rocambolesca fuga per l’Italia. Dopo lunghe peregrinazioni, Miriam è tornata a casa: ha pagato il suo debito con la giustizia e si è dedicata alla stesura di questo libro.
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Mafija. Dalla Russia con ferocia

Round Robin, 2014
In Russia la chiamano “Organizacija”. C’è sempre stata ma sulle ceneri del post comunismo è diventata una minaccia globale. Forse non è la mafia più forte ma la più ricca. Sfruttando vecchie regole della nomenklatura, ha la capacità di trasformare in attività lecite tutto il malaffare: ha già invaso Europa e Stati Uniti. Possiede un vero esercito: centomila uomini attraverso seimila gruppi criminali (60 attivi in Italia) ma è quasi invisibile perché ripercorre le strade intraprese dagli oligarchi. Cerca soldi, più che sangue. Stretti gli accordi con tutte le grandi mafie del mondo ha un patrimonio smisurato di miliardi di dollari che reinveste nelle banche e nel mercato immobiliare. Attivissima nel traffico della droga, nella tratta di essere umani e nelle armi, mette paura per la potenzialità nel nucleare: sarebbe in grado di costruire addirittura la bomba atomica.
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Shabab. La rivolta in Libia vista da vicino

Il mondo digitale, 2011
Shabaab in arabo significa letteralmente gioventù. Gli shabab sono i giovani. Sicuramente sono diventati i protagonisti della rivolta in Libia, il nocciolo duro che ha innescato l’insurrezione. Per Gheddafi sono estremisti di al Qaeda “in preda ad allucinogeni sciolti nel Nescafé”. Per il presidente americano Barack Obama, sono invece ragazzi “alla ricerca di un modo di vita migliore”. Non sappiamo ancora come finirà, ma cerchiamo di capire almeno come, e perché, è cominciata.
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La torre di Babele. Storie (e paure) di un reporter di guerra

Halley, 2005
“La Torre di Babele è, insieme, un progetto e un luogo fisico. Il progetto è quello di ospitare tutte le lingue del mondo, tutte le idee, dare voce a chiunque, così da arrivare per paradosso a una parola “unica”, insomma a capirsi. Il luogo fisico è la torre vera, così come l’ho conosciuta a Samarra, in Iraq. Lì la chiamano “malwiya”, la spirale, splendida metafora architettonica dove è faticosissimo, sul serio, arrampicarsi in vetta superando passaggi tortuosi. L’hanno anche colpita, di recente: e sono stati i miliziani, cioè irakeni, perché l’affronto degli americani in cima alla torre era più forte del rispetto per un proprio patrimonio. Dove porta l’odio. Dunque, la torre di Babele mi sembrava che potesse rappresentare il senso di questo libro, dedicato principalmente alle mie esperienze (forti) in quella terra insanguinata, perché non solo racconto i fatti ma soprattutto mi dedico alle emozioni. Un diario in continuo movimento dove anche le verità, appunto, spesso si sovrappongono, si sostituiscono, si smentiscono, si alterano. Lì e altrove, come troverete nei racconti su altre terre e su altri popoli. Le lingue sono tante, cioè sono in molti a parlare: la mia speranza è che comunque riescano, alla fine, a capirsi.”
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Kabul. La città che non c’è
Pino Scaccia, Giorgio Pegoli

Andrea Livi Editore, 2002
E’ il primo impatto con Kabul di un inviato che ne ha viste tante. A Pino Scaccia basterà poco per rendersi conto poi dei problemi e dei disagi. Li soffrirà quando diventerà consapevole di una pace forse finta e della certezza che ci vorrà ancora molto tempo per portare l’Afghanistan a un livello di vita decente. Un diario denso di racconti, ma soprattutto di riflessioni, la crisi di un cronista diviso fra il suo mondo, quella occidentale, e le contraddizioni di una terra così lontana, non solo fisicamente da noi. Il merito di un grande fotoreporter come Giorgio Pegoli è di aver tradotto in immagini questi dubbi, riprendendo così da vicino quel popolo afghano da guardarlo quasi dentro, nell’anima.
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Sequestro di persona. Il caso Lombardini e la «Zona grigia» dei rapimenti in Italia
Il caso Lombardini e la “zona girgia” dei rapimenti in Italia

Editori Riuniti, 2000
Una sera d’estate nel tribunale di Cagliari. Un giudice è interrogato da altri giudici. Un disonore. Quando capisce che forse sta per conoscere anche l’onta delle manette, decide di farla finita. Ma chi era veramente il giudice Lombardini? Un eroe della lotta ai rapimenti, oppure lo spregiudicato capo di una struttura parallela? Intorno ai sequestri che hanno tenuto l’Italia con il fiato sospeso (da Farouk Kassam a Silvia Melis, da Cesare Casella a Giuseppe Soffiantini) si sviluppa una trama intricata e oscura, nella quale spesso ritornano gli stessi personaggi.
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